Eravamo in trenta in quella sala d'aspetto, tutti neo-diplomati o laureandi, tutti che cercavamo di entrare nelle fila di Gamestop, chi per mantenersi agli studi, chi per sbarcare il lunario.
Ricordi un ragazzo molto svelto di parlantina fra gli aspiranti.
Era il genere di persona che poteva venderti anche l'aria da quanto parlava.
Poteva convincerti di avere in mano il gioco della tua vita... quando in realtà avevi in mano Fifa 2007.
Quel ragazzo passò immediatamente la selezione ed andò ad ingrossare le fila di rivenditiori di Gamestop Italia, ma ciò che ti colpì non fu tanto il suo modo di fare trascinatore, ma questa sua perla di saggezza che ti risuona ancora adesso nelle orecchie:"Dovrebbero pagare noi per giocare, non il contrario"Correva l'anno domini 2009.
Questa era l'introduzione di un vecchio pezzo sulla chiusura del Playstation Store di PS3 che trovate QUI:
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Si rivela profetico, quasi romantico che le cose scritte in quel pezzo e in quella prefazione dai toni ironici e scherzosi oggi si sia avverata, non trovate? Oggi il concetto della proprietà videoludica viene messo in discussione e dal 2028 Sony chiude i rubinetti: nessuna copia fisica, nessun disco.
Non avrei voluto parlare dell'argomento per non aggregarmi agli appassionati che se ne lamentano solo per il gusto di fare polemica, oppure alle file dei content creator che ne parlano spesso senza una giusta cognizione di causa, ma dopo essermi documentato sono pronto a dare anche io io la mia modesta (forse infinitesimale) opinione.
Pronti? Si comincia!


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