sabato 22 agosto 2026

La Playstation senza disco: Quando la proprietà è un furto

Eravamo in trenta in quella sala d'aspetto, tutti neo-diplomati o laureandi, tutti che cercavamo di entrare nelle fila di Gamestop, chi per mantenersi agli studi, chi per sbarcare il lunario.

Ricordi un ragazzo molto svelto di parlantina fra gli aspiranti. 
Era il genere di persona che poteva venderti anche l'aria da quanto parlava. 
Poteva convincerti di avere in mano il gioco della tua vita... quando in realtà avevi in mano Fifa 2007.
Quel ragazzo passò immediatamente la selezione ed andò ad ingrossare le fila di rivenditiori di Gamestop Italia, ma ciò che ti colpì non fu tanto il suo modo di fare trascinatore, ma questa sua perla di saggezza che ti risuona ancora adesso nelle orecchie:


"Dovrebbero pagare noi per giocare, non il contrario"

Correva l'anno domini 2009.

Questa era l'introduzione di un vecchio pezzo sulla chiusura del Playstation Store di PS3 che trovate QUI:

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Si rivela profetico, quasi romantico che le cose scritte in quel pezzo e in quella prefazione dai toni ironici e scherzosi oggi si sia avverata, non trovate? Oggi il concetto della proprietà videoludica viene messo in discussione e dal 2028 Sony chiude i rubinetti: nessuna copia fisica, nessun disco.

Non avrei voluto parlare dell'argomento per non aggregarmi agli appassionati che se ne lamentano solo per il gusto di fare polemica, oppure alle file dei content creator che ne parlano spesso senza una giusta cognizione di causa, ma dopo essermi documentato sono pronto a dare anche io io la mia modesta (forse infinitesimale) opinione. 

Pronti? Si comincia!


Quello che è sempre stato il mio punto di vista

Se siete nuovi su questi lidi, dovreste sapere quanto io abbia amato il mondo del videogioco, del film, del libro del fumetto. Basterebbe solo uno scorcio di una della quattro pareti di camera mia per descrivervelo. 

Foto fatta di fretta e male... Ma rende l'idea. 

I racconti della mia vita vissuta alla stregua di un drogato del Pad ve l'ho narrata QUI, ed iniziò quando un vecchio zio mi regalò per la prima volta il mio Sega Megadrive.
Ecco, da lì non ho mai smesso di coltivare l'hobby del conservare queste cose, di trattarle con sempre crescente cura, di amarle.
Non sono mai sceso a compromessi neanche quando si trattava di acquistare un gioco nuovo al banco della defunta Gamestop, quando il commesso ti chiedeva 15 giochi in cambio di un piccolo sconticino su un nuovo titolo, rispondevo sempre "NO, grazie".
Nulla, sono sempre stato inamovibile.
Tranne forse qualche volta in cui il suddetto titolo era proprio la cosa che volevo di più in assoluto...

...Dico bene, signor Metal Gear Solid?

Il risultato è che mi sono sempre tenuto tutto quello che vedete, ho completato molte serie che mi mancavano, e a volte ho preso più copie dello stesso gioco alla ricerca dell'edizione perfetta, tutto rigorosamente in formato fisico.

Altro piccolo esempio

Essendo sempre stato del parere che tutto ciò che compro rimane mio, mi è saltata subito la mosca al naso quando Sony ha deciso di prendere la decisione DEFINITIVA di chiudere lo store PS3 a Luglio 2027 (qui in Europa, in altri posti chiuderà almeno con un anno di anticipo) e abbandonare il formato fisico. Le avvisaglie le avevamo già avute con Nintendo che lo scorso Aprile 2025 aveva rilasciato delle specifiche Key Card per la nuova Switch 2: in pratica delle cartucce senza gioco dentro, ma che ti servono per scaricare il gioco da Internet.

Questa cosa non ha triggerato solo me, ma anche un nugolo di consumatori che si sono finalmente accorti che, piano piano, ci stanno togliendo il diritto di possesso del gioco.

I problemi col mercato dell'usato

Non è un caso abbia citato la vecchia e defunta Gamestop, uno dei tanti rivenditori dell'usato che in passato assieme a Blockbuster hanno sempre preoccupato le grandi case di produzione... Ma perchè le case videoludiche hanno sempre avuto problemi coi negozi dell'usato? I motivi sono prettamente economici: se compri una copia fisica di un gioco al lancio i soldi li dai effettivamente allo sviluppatore, ma se quella copia la vendi il denaro a loro non arriva più, semplice.

Questo spiega anche i motivi del perchè dalla settima generazione di console in poi i grandi Publisher si siano adoperati per fornire contenuti scaricabili come i DLC in digitale: se compri una copia incompleta di un gioco e ti serve quella parte di contenuto per completarla devi venire sul mio store a versare i soldi.
Questo però negli anni ha creato dei problemi nella fruizione dei giochi, addirittura anche alla loro conservazione e interezza.

Qualcuno ha nominato The Evil Whitin: Assignment?

Le grandi case hanno sempre osteggiato le catene dell'usato quanto la pirateria, e non solo Sony.
In questa complicata situazione nel 2013 Microsoft calò la sua carta con l'uscita Xbox One: non potevi ne prestare ne rivendere la tua copia ad un altro, perchè semplicemente non avrebbe funzionato.

Fonte: Gamesource

Risultato? Polemiche, pomodori e uova marce scagliate sulla casa americana.
E Sony cosa fece in quel caso? Semplicemente cavalcò l'onda.


L'ex presidente dei PlayStation Studios, Shūhei Yoshida compare in un video in cui si scambia una copia di un gioco con Adam Boyes, vicepresidente delle relazioni .
Il messaggio è chiaro chiarissimo, anzi cristallino: con PlayStation puoi scambiare le copie dei tuoi giochi preferiti con un amico *Prrrr! Pernacchia a Microsoft!* tutti a ridere... sipario.

Chi dimentica è complice, ma qui non volevo parlare tanto della colpa e della gogna mediatica riservata a questi individui, ormai ridotti a meri meme su internet... e non vorrei nemmeno scadere nella polemica declamando quanto Sony abbia fatto peggio di Microsoft: come lo schifo fatto già da inizio di questa generazione,  la latitanza sul piano delle esclusive, il fatto di permettere che le sue IP distintive finissero su PC e la colpa di aver tenuto team valenti come i Naughty Dog fermi per sette lunghi anni dopo l'uscita di The Last of Us parte II.

 
Nossignore, oggi qui volevo parlare in maniera costruttiva ricostruendo un pò la storia di questo casino, e partendo anche dal discorso del DRM.

Che cos'è Il DRM (Digital Rights Management)

A livello legale le case di distribuzione e gli sviluppatori non hanno mai avuto molto controllo sulle copie fisiche.
Se io compravo una copia era mia ed avevo il diritto di rivenderla a chi volevo io... ma per il digitale come funziona?

Le cose sono state messe in regola fra il 2012 e il 2019 quando le corti dell'Unione Europea hanno decretato che un Software digitale è rivendibile anche dopo l'acquisto.
In pratica, se acquisto una Suite di Office posso rivenderla ad altri. Però il videogioco non è un foglio di Excel, dove se compro una licenza posso rivenderla, nossignore.

Il videogioco cade sotto quella categoria di cui fanno parte i film, la denominata Settima Arte, che è quella cosa che contiene buona parte di tutte le altre arti e fonde insieme l'arte visiva (architettura, scultura, pittura), la musica, la poesia e la danza, senza dimenticare la fotografia.
E' qui che le maglie della burocrazia e della legge si chiudono e scatta il DRM.
Io produttore non ho il potere sulla copia fisica... ma se impongo quella digitale... tanti cari saluti al mercato dell'usato, massimi guadagni per me che produco, e ho il monopolio su quello che vendo.

Ma come funziona esattamente questo DRM?
Funziona così:

  • Protezione del copyright: Blocca la pirateria e impedisce la diffusione non autorizzata di ebook, musica, film e videogiochi. 
  • Limitazione d'uso: Impedisce all'utente di copiare i file liberamente, di trasferirli su dispositivi non autorizzati o di effettuare copie di backup. 
  • Controllo remoto: Lega l'accesso a una licenza online o a un account specifico, permettendo talvolta alle aziende di revocare la fruizione del bene.

Non occorre che vi spieghi a cosa si andrà incontro quando le copie saranno totalmente digitali, si avrà un monopolio totale delle case produttrici a scapito del mercato dell'usato. 

Ma questo non danneggia solo i negozi, danneggia anche me consumatore, perchè se i server un domani verranno chiusi o le licenze revocate succederà ciò che già è stato con Xbox Live in passato e quello che succederà sullo store di PS3 fra un anno: 


Ma le altre case videoludiche che stanno a fà?

Il problema non riguarda solamente Sony -come detto prima- il punto è che il mercato tutto sta correndo ai ripari. Ricordate quando fra il 2012 e il 2019 si stabilirono le leggi attuali sul DRM? Fu proprio Nintendo a combattere con tutti i mezzi la sentenza dell'UE che voleva il software digitale rivendibile per il discorso legato ai videogiochi.
Questo è un atteggiamento da parte della grande casa di Kyoto che -personalmente- non mi è mai piaciuto; ovviamente non appoggio la pirateria e capisco anche che  stiano difendendo i loro prodotti, ma è vero che Nintendo grazie alle sue cause ha fatto scomparire molti supporti e archivi ISO di roba che era passata sulle sue console ma che ora è del tutto irreperibile per questioni di licenze.

E mi riferisco anche ad uno dei più bei giochi su licenza di Batman

Ma Nintendo è anche quella che sul discorso della preservazione (legale) ci tiene, c'è da dirlo: con un costo di 20 o 40 € ti accaparri sull'NSO tutta la libreria NES, SNES, Megadrive ed ora anche Nintendo 64. Cercano una via alternativa rispetto a quella di Sony, ti propongono addirittura una cartuccia fisica dentro la scatola. Oddio, dentro la cartuccia hai un codice sorgente, tuttavia qualcosa che puoi prestare/scambiare con gli amici lo possiedi.

Nel mentre Microsoft ha sempre tentato di mantenere la retrocompatibilità e ad oggi sfrutta un sistema per cui se possiedi il disco fisico su Xbox series X questo funge da chiave di gioco, e puoi emulare il titolo in digitale con tutti i miglioramenti del caso, dalle texture HD all'anti-aliasing e via discorrendo.

Un chiaro esempio è il Ninja Gaiden di Tecmo

Tuttavia il volume dei giochi fisici per Xbox rappresenta pur sempre il 4% totale delle vendite fisiche sul mercato, nulla di paragonabile all'81% dei titoli acquistati in formato digitale.
Questa spinta al digitale non è quindi iniziata da ora, ma dai servizi come Xbox Gamepass che per giunta sono presenti anche su PC.

Se quindi guardiamo il sistema attuale ci sono sia svantaggi che vantaggi, colpe a parte, ma è ovvio che le aziende spingano molto sul digital delivery.

Cosa ci ha condotto a questo e il recente ritorno della pirateria ☠

Ma questo mutamento del mercato è stato permesso anche dai servizi online, in particolare Netflix che nel lontano 2015 spazzò quasi via la pirateria grazie al suo servizio di streaming a prezzi stracciati. Questa cosa è passata alla storia come il modo giusto di combattere i filibustieri sul web; dare un buon servizio a pagamento e a quel punto vedere che nessuno era costretto ad andarsi a cercare le robe in rete per scaricarle.


Tuttavia non è durato molto, dato che molte major hanno poi seguito l'esempio di Netflix e si sono create la propria piattaforma streaming, si è avuto così un aumento dei costi degli abbonamenti, il divieto di più utenti di condividere ad un singolo account e via discorrendo... Questo ha portato non solo altre imprese a seguire l'esempio della società americana -come ad esempio le case di videogiochi col caso di Gamepass- ma ha anche poi fatto rinascere il fenomeno della pirateria.

Grazie Netflix!

Negli anni recenti non è mistero che la via del corsaro sia tornata in auge grazie ai prezzi degli abbonamenti; se le autorità continuano a rendere inaccessibili i siti di streaming pirata, è anche vero che altre soluzioni piratesche sono addirittura riesumate dal passato... cioè.. mai mi sarei aspettato che nel 2026 sarebbe tornato eMule 😱😱😱

Immagine presa dal web

Ma non allontaniamoci troppo... tutto torna a Netflix, anche il discorso fatto sul videogame. Tanto che GTA VI, uno dei titoli più attesi dell'anno, verrà trasmesso in una lunga anteprima proprio da loro.
Che storia eh? Il gioco che ha chiuso la saracinesca sul formato del disco fisico su PlayStation va in onda in anteprima sulla piattaforma che ha reso legale lo streaming.

Dio (e le multinazionali) hanno il senso dell'umorismo.

Le soluzioni e Il mercato del Retrogaming  

Ad oggi ci sono varie soluzioni oltre a quelle offerte dalle tre grandi case principali per possedere un prodotto fisico con licenza e soprattutto LEGALE *specifichiamolo prima che mi chiudano il blog* i negozi di retrogaming sono tanti ed offrono diversi servizi in base alla rivendita di copie usate, ma ben pochi sono fisici e non so esattamente quanti possano essere

Io mi reco spesso al negozio di Secondlife Retrogame dove ho acquistato molto materiale originale dell'epoca. 

Passando al digitale consiglierei Steamhttps://store.steampowered.com/ lo store di Valve che permette di avere una grande libreria digitale, ma che richiede una una connessione internet per poter essere fruita.


In alternativa c'è GOG.comhttps://www.gog.com/en/ piattaforma creata dai CD Projekt, che ti permette di aggirare il DRM acquistando una copia dell'eseguibile del gioco, che in sostanza diventa tuo per sempre, e può anche essere estratto dal PC e portato su chiavetta e Hard Disk. 

Unico svantaggio è che GOG non possiede un catalogo grande quanto Steam, di conseguenza non c'è tutta la roba che troverete sulla creatura di Valve.

In conclusione

Sono tempi duri per noi che amiamo i videogiochi, come utente capisci perfettamente che il mercato andrà verso la direzione del digitale, ma pensi che la scelta di Sony non sia stata solo drastica ma anche irrispettosa di noi clienti. Sono cosciente che la concorrenza data dalle Handled e dal PC stia creando un buco dove un tempo c'erano le console, e temi che a farci le spese saremo solo noi che il formato fisico lo abbiamo sempre amato. Predico, gente, che vi saranno tempi in cui gli scalper faranno festa alzando una copia di Fifa 2007 facendola costare milioni giustificandosi con "EH MA E' UNA COPIA FISICA".

Il tempo mi dirà se avevo ragione, e riguardo alle parole di quel ragazzo citato ad inizio articolo

"Dovrebbero pagare noi per giocare, non il contrario"

Io aggiungerei anche quelle del pronunciate dal tuo caro amico -SNETTY- durante l'ultimo state of Play di Sony:

"Non capisco proprio perchè Sony non voglia i miei soldi"

-Nero-

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