martedì 11 agosto 2026

La recensione dell'Odissea di Cristopher Nolan (con Spoiler)

 

Ed ora... due parole sull'Odissea di Nolan

Quando ho guardato la prima volta i trailer dell'Odissea di Cristopher Nolan non ero convinto di volerlo andare a vedere al cinema. Non rispecchiava per nulla l'immaginario con cui ero cresciuto, divorando i miti greci sin da bambino sui banchi di scuola e sui libri di testo. Ma alla fine hai finito per andarlo a vedere... i risultati sono stati disastrosi.

Mi si è chiesto nelle settimane passate perchè non mi fosse piaciuto, e la risposta non sta nel Woke imperante che la gente ha criticato aspramente sul web nei mesi passati. 

Ecco quindi perchè ho deciso di scrivere un mio parere sul film di Nolan e spiegare quali secondo la mia personalissima visione sono stati i meriti ed i demeriti del film. Ovviamente come specificato nel titolo ci saranno spoiler-free dato che il film è ormai uscito da più di quattro settimane e posso scriverne quasi liberamente.

Pronti a salpare?
Mollate gli ormeggi!



I demeriti del film (secondo me)

Nolan non mi è mai piaciuto granchè, anche se la visione di film come The Prestige e Interstellar non mi dispiace. L'unico enorme difetto delle sue produzioni trovo siano sempre state il voler vedere le cose a modo suo... ed un conto è che ti impunti a volermi rendere Batman realistico (come se uno con un costume da pipistrello che salta sui tetti possa mai venir preso sul serio...) un altro è che mi prendi un'opera vecchia di 2.800 anni e provi ad appiccicarci sopra un contesto sulla società e politica attuale.

Perchè non giriamoci attorno: è discutibile la scelta del casting, con una Lupita Nyong'o nel doppio ruolo di Elena/Clitennestra, ma non è questo a dar fastidio, dato che io stesso ho superato gli scogli iniziali dei trailer e sono andato a buttarci i soldi al cinema. Il problema è il farti digerire a tutti i costi cose che non appartengono per nulla al contesto Mediterraneo, quanto all'America dei giorni nostri.

Una rara diapositiva di me che guardo gli ultimi 40 minuti del film

Perchè se può andarmi bene che Circe non sia la maga dalla bellezza sfolgorante che viene descritta nei canti degli aedi da tremila anni, non posso proprio accettare che, senza ragione specificata, faccia discorsi femministi campati per aria e senza contesto sul fatto che gli uomini siano tutti maiali. Non posso accettare che Menelao sfregi Elena dopo essersela ripresa da Troia volendo specificare sotto-sotto che "è un maschio guerrafondaio, tossico e patriarcale, tratta la donna come un oggetto ed è possessivo, la sfigura perchè l'ha tradito". Non capisco nemmeno come Penelope -da sempre descritta come una donna fedele al marito ma anche tanto forte da attendere vent'anni il suo ritorno senza risposarsi mai e sopportando strenuamente la solitudine- se ne salti fuori con le parole di Anne Hathaway: <<sono la regina non dipendo da un uomo al mio fianco>> per poi un secondo dopo dire <<Io non voglio un uomo, voglio Ulisse!>> per poi perdersi nell'etere di una sceneggiatura che sembra aver piazzato quella frase lì tanto per e non con uno scopo preciso.

<<Sono una donna forte e indipendente, non voglio un uomo! Però voglio mio marito>>

Insomma, appare logico che quella descritta non sia la Grecia antica del 1750 avanti Cristo... ma palesemente l'America del 2026 e questo non va bene.

<<Sono 70€ a seduta>>

A questo ci aggiungi l'incapacità di Nolan di saper trasmettere l'immaginario fantastico (Polifemo fa veramente pietà... e non nel senso buono del termine) e l'erotismo dei personaggi femminili... passi la Hathaway, che non era riuscito a rendere sensuale nemmeno nei panni di Catwoman (e ce ne vuole) ma Calipso?? Come fai ad avere per le mani Charlize Theron e farmela diventare la psicologa di Ulisse invece che una sensuale amante con cui è stato legato per sette lunghi anni? L'erotismo non è mai stato il pane di Nolan, non se la immagina nemmeno la sessualità femminile, figurati immaginarsi una dèa che seduce un uomo solo con lo sguardo, come faceva la Vanessa Williams nell'Odissea di Andrej Končalovskij.

Ci passo anche io sette anni sulla tua isola!

Veramente non concepisco come si possano apprezzare queste cose.
Un testo lo devi sempre adattare da un libro, non puoi prendere un poema epico e rappresentarlo pari-pari.
Però qui si rasenta il totale non rispetto per il materiale di partenza.

Eh si, e poi ci sarebbe lui, Tom Holland, o come sei solito chiamarlo dai tempi di No Way Home  il bimboragno, che sarebbe anche ottimo nel ruolo di Telemaco giovane figlio di Ulisse... ma sarebbe stato anche meglio mettergli una maschera in faccia come in Spider-Man.

I meriti del film

<<Io... sono Batman!>>

Per fortuna qualcosa che salvi c'è, come la resa a schermo di Agamennone, che è descritto come il prepotente guerrafondaio che è sempre stato; è lo stesso che muove guerra a Troia per ottenerne benefici e onori, l'uomo che lascia morire tanti achei sotto le sue mura per ambizione, ma anche quello che non esita a sacrificare sua figlia solo per ottenere venti favorevoli ad approdare sulle coste dell'Anatolia. E' lo stesso del poema, probabilmente il personaggio più fedele del film, sia per brutalità che per presenza scenica. Il Re della più grande città dell'antichità -La potentissima Micene-che poteva comandare un'intera nazione e i suoi eroi più forti e valorosi.

Nota di merito anche a Robert Pattinson nel ruolo di Antinoo, il capo dei Proci. Pattinson splende di luce propria (ma per fortuna stavolta non come Edward Cullen) e si cala perfettamente nei panni del bastardo... salvo che nella lunga -ed interminabile- battaglia finale avrebbe dovuto essere ucciso per primo, ma il climax dei film Hollywoodiani vuole che il confronto con Ulisse avvenga per ultimo.

Anche Elliot Page si esibisce in un'ottima prova d'attore interpretando Sinone, compagno di Ulisse che nel poema aveva uno spazio maggiore, ma qui Nolan lo reinventa come il guardiano sacrificale del cavallo di Troia e lo lega al destino di Antinoo. Nel poema sarebbe infatti morto nel naufragio nello stretto di Messina, ad opera di Scilla e Cariddi. Il personaggio di Sinone fa capire la brutalità della guerra, e funge da stress post-traumatico per Ulisse, che in questo film si presenta come un reduce, che visiona continuamente le sue colpe sull'essere stato il responsabile della fine di un'intera civiltà.

E poi ci sarebbe Zendaya. Ora, io non mi pronuncio sul fatto che non mi faccia piacere vederla anche in questo film quando ormai è d'appertutto (fra Dune di Denis Villeneuve, Spiderman Brand New Day e via discorrendo) ma è raffigurata bene come esempio della colpa. Lei spinge Ulisse ad ammettere a se stesso le proprie responsabilità ed è anche protagonista di una scena molto drammatica.

In coclusione

Arrivare al finale per me è stata veramente una sofferenza, con quel colpo di scena e con l'introduzione nella storia di questi fantomatici "popoli del mare" che nell'Iliade e nell'Odissea non sono nemmeno citati. Il regista inglese pone tuttavia un finale in cui vorrebbe comunicare, tramite le parole dei personaggi, che "la nostra età del bronzo è ormai alla fine", simbolo che la società odierna sta cambiando o vuole cabiare... ma attraverso questo suo Ulisse non riesce a rendere il personaggio del vero antico Odisseo: ci consegna un Matt Damon frastornato ed anche un pò ebete a confronto dell'eroe greco che era astuto e a tratti egoista. E prima che qualcuno commenti dicendo <<ma si doveva cambiarlo, lui nel poema non ha il minimo senso di colpa di aver distrutto Troia>> dimentica il poema di Omero, dove quando il cantore aedo, Demodoco, si presenta alla corte del Re Alcinoo canta della guerra, lui si commuove e piange.

Non posso dirmi d'accordo con questa interpretazione, non è un film d'autore come molti lo definiscono per difenderlo. Se lo fosse stato avrebbe cercato di essere più simile a pellicole come Il Ritorno di Uberto Pasolini e a Nostos di Franco Piavoli... ma di fronte a questo Kolossal che ha incassato 1,104 miliardi di dollari, semplicemente i film citati scompaiono. Si sarebbe potuto fare ad un'altra maniera, ma questo è ciò che vuole Hollywood... e probabilmente ciò che dettano gli Academy per concorrere ad un premio Oscar che per Cristopher Nolan appare ormai come certo.

A presto!

-Nero-


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